Senza fretta né paura

Non abbiate paura, insieme andremo molto lontano

Torneremo a prenderci cura dei nostri sogni e a vivere insieme le emozioni del matrimonio

Il Covid-19 ci mette davanti a una situazione molto complessa: parliamo di un virus che si contrae stando semplicemente vicini e parlando con un’altra persona e questa credo sia per tutti la causa più “devastante” che accresce l’ansia e allontana dalle relazioni intime e affettive. È certo che questo momento che coinvolge tutti noi, ci mette davanti alle nostre paure e ci dà la possibilità di esplorarle per cercare di ridurre il panico. Albert Einstein diceva: «Dobbiamo fare il meglio di cui siamo capaci. Questa è la responsabilità umana».

In questo mutato contesto sociale con cui ciascuno di noi dovrà confrontarsi, ci troveremo tutti a dover fare i conti con un senso di incertezza e sappiamo bene che l’incertezza mobilita le paure e le paure bloccano il pensiero e fermano anche l’azione.

Tutti noi dobbiamo, quindi, pensare di trasformare le paure in un senso di curiosità. La curiosità ci permette di conoscere nuovi apprendimenti sociali da mettere in campo.

Non voglio essere ipocrita: certamente niente potrà mai sostituire il tatto, il profumo, i movimenti, il calore e tutto l’aspetto sensoriale che ci scaldano l’anima; tutto questo mancherà ancora per un bel po’, ma dobbiamo fare un “sacrificio” e trovare nuovi modi per manifestare l’affettività.

Quando tutto questo sarà finito, torneremo ad abbracciarci e a riscoprire il valore della normalità. Lo stesso che fino ad ora abbiamo dato per scontato e  non avremo più paura delle distanze, quelle che oggi ci evocano il contagio. Forse torneremo più vicini, finanche a noi stessi. E del buio di questi giorni non ci resterà che un’ombra, quella della solitudine, della paura, delle distanze di oggi, di cui ci resterà solo la percezione. Quanto basta per riprendere la strada con lo sguardo rivolto un po’ più in là, verso dimensioni altre e diverse, che sanno di essenziale.

Di questi giorni, sono certa, ci resterà altro, che non è il buio della paura o il peso della solitudine: ci resterà anche il volto coperto dei tanti medici, infermieri, operatori sanitari che si sono fatti servizio, che hanno indossato la prima maschera dell’occorrenza e sono andati incontro ai malati, in una corsa per restituirli alla vita. Ci resterà l’immagine di mani ristrette in guanti di plastica che avvolgono senza isolare. Ci resteranno sorrisi filtrati da mascherine, che non sono barriere affettive e ci resteranno gli sguardi, quelli impermeabili a ogni sorta di sterilizzazione.

Quando tutto questo sarà finito, torneremo di nuovo ad abbracciarci, a sorridere, ad apprezzare le piccole cose: ci emozioneremo nel vedere il mare, a correre a piedi nudi sull’erba, a sentire il profumo dei fiori e della primavera. Festeggeremo abbracciando i nostri nonni, ringraziando di avercela fatta e amando la vita a pieno. Ci accorgeremo di quanto è bello il cielo, di quanto ci era mancato viaggiare e di quanto il mondo è un posto unico e meraviglioso. E forse, grazie a questo maledetto Coronavirus, riprenderemo coscienza di quanto è prezioso ciò che ci circonda.

Questo secondo lockdown non è di certo facile per il corpo e l’anima di tutti noi, ma stare a casa non è sicuramente la fine del mondo.

Ai miei clienti e ai miei dolcissimi sposi prometto con tutto il cuore che continuerò a prendermi cura dei loro sogni, anche e soprattutto in questo nuovo momento di “stop” forzato, perchè prima o poi tutto tornerà come prima, torneremo a ridere, a scherzare, a volerci bene ancora più forte.

Quello che stiamo costruendo insieme, passo dopo passo si realizzerà e ci sarà nell’aria un’emozione indescrivibile, io la sento già.

Non abbiate fretta né paura, insieme andremo molto lontano.

Questa è la mia promessa.

Serena

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Serena Costantino mail: info@serenacostantinoweddingplanner.com tel: 347 791 89 54
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